NOTA BENE: il programma potrà subire cambiamenti e/o variazioni che saranno di volta in volta comunicati.
ATTENZIONE! Per motivi organizzativi l’uscita programmata per il 21/7 è posticipata a domenica 28/7
Data prevista
21 28 luglio 2024
Itinerario
Baita Rododendro 1457 m – Laghi d’Olbe 2155 m – Monte Lastroni 2449 m – Laghi d’Olbe 2155 m – Baita Rododendro 1457 m
Difficoltà
E
Interesse
Naturalistico, Ambientale, Paesaggistico
Abbigliamento
Normale da escursionismo
Tempi di percorrenza
5:30 h
Altitudine min
1457 m
Altitudine max
2449 m
Dislivello in salita
1000 m
Dislivello in discesa
1000 m
Cartografia essenziale
Tabacco 1:25000 foglio n. 01
Responsabili
AE/EAI Giancarlo Cristofoli Prat
Posto e ora di ritrovo
Nota Bene: il trasferimento avverrà con mezzi propri.
Venezia Piazzale Roma ore 7:20
Mestre Via Torino ore: 7:30
Iscrizione
Per la partecipazione alle attività del gruppo escursionistico è necessario compilare il modulo di richiesta di partecipazione e inviarlo unitamente alle altre informazioni richieste all’indirizzo indicato nel modulo stesso entro il mercoledì precedente l’escursione.
Note e descrizione dell’itinerario
Il sentiero è quasi interamente su strada sterrata e sale regolarmente attraversando il bosco che a mano a mano si dirada, lasciando il posto ai pini mughi e ai versanti erbosi. In circa 2 ore, si scorge la bella Chiesetta in onore dei Caduti e poco dopo il maggiore dei laghi. Le Creste di Olbe sono state il doloroso scenario dei combattimenti della Prima Guerra Mondiale. Ne restano numerose tracce visibili, osservatori nella roccia e resti di fortificazioni
che ricordano il triste ruolo che tanti giovani uomini e donne hanno avuto durante quel periodo. Il sentiero 138 che sale dai Laghi d’Olbe al Monte Lastroni è stato scelto come ricordo e testimonianza del lavoro svolto dalle
portatrici della grande guerra sul fronte carnico. Le portatrici carniche erano coraggiose e infaticabili donne che fin dall’inizio della guerra presero un ruolo attivo nel conflitto. Avevano diversi compiti, come rifornire quotidianamente le postazioni militari di munizioni, di viveri e quant’altro fosse necessario ai soldati.
Brevi note storiche della Grande Guerra
Durante la Prima Guerra Mondiale il monte Lastroni, grazie alla sua particolare posizione, rappresentò un importante punto d’osservazione italiano sulla prima linea, che correva sui monti Peralba e Chiadenis. Posto a
meridione del fronte, lungo la sua cresta rocciosa vennero costruite diverse postazioni di vedetta, d’artiglieria e incredibili “nidi d’aquila” sulle torri più alte. Tutte le opere, caverne, gallerie e bunker, vennero edificate con
largo uso di calcestruzzo, per questo motivo oggi, dopo più di cent’anni, si trovano ancora in un discreto stato.
Tutta la cresta frastagliata dei monti Rinaldo-Ferro-Lastroni, non venne mai coinvolta direttamente dal conflitto, ma una sua forcella fu testimone di un curioso episodio. Si racconta che nell’estate del 1915 un conducente di
fanteria italiano, che con un mulo portava i viveri al passo Righile, occupato da una pattuglia di soldati italiani, venne catturato dai soldati austriaci, nascosti tra le rocce della cresta. Essi riuscirono a far passare il mulo
attraverso una piccola forcella ad ovest della principale Forcella Righile, scendere a valle e rientrare nelle loro linee, trionfanti con il singolare prigioniero. Per questo particolare “atto di guerra” da quel giorno il passaggio
prese il nome di “Passo del Mulo”. In seguito si venne a sapere che quel mulo “alpinista” entrò in regolare servizio per l’approvvigionamento al presidio austriaco del Peralba.

